Trieste Atletica autosospende l’attività giovanile: ecco perché

Pubblico e condivido quest’articolo apparso su Podisti.net che riguarda l’Atletica Trieste, per far comprendere il clima in cui si muovono le società in questo difficile momento per tentare di continuare a praticare l’attività sportiva anche rispettando le regole restrittive dovute alla pandemia. (Sergio)

Nonostante la pandemia, che ha sconvolto l’intero globo da marzo dello scorso anno, la Trieste Atletica, in qualsiasi situazione, ha cercato di continuare a coltivare la propria missione: dare la possibilità a tutti, dal settore giovanile a quello master passando per i progetti dedicati ai minori con disabilità intellettivo motoria, di poter praticare la propria passione sportiva. Perché nella società sportiva nessuno deve restare in panchina, mai. Da settembre la Trieste Atletica è riuscita sempre a non fermare neppure per un giorno la propria attività, rispettando ogni tipo di protocollo e regolamento. Da lunedì 15 marzo, con l’entrata del Friuli Venezia Giulia in zona rossa, la nostra società ha dovuto affrontare un’ulteriore sfida, per tenere fede alla propria missione, dato che ai bambini e bambine dai 5 ai 13 anni è stato vietato di poter usufruire degli impianti sportivi. I nostri tecnici e dirigenti hanno cercato di trovare una soluzione ragionando sui tre punti fondamentali di questo DPCM attualmente in vigore:
1)    Qual è la differenza tra attività dilettantistica e attività ludico-amatoriale?
L’attività sportiva dilettantistica è svolta all’interno di una cornice organizzata e riconosciuta da enti sportivi (Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva e Discipline sportive associate) mediante tesseramento ad una ASD/SSD.
L’attività ludico-amatoriale è invece svolta in autonomia, in forma privata, generalmente senza tesseramento (es. partita di calcetto organizzata tra amici o colleghi) o, comunque, qualificata come amatoriale.
2)    Negli scenari a elevata gravità (cd. zone rosse) sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso.
Pertanto è possibile svolgere attività motoria esclusivamente nei pressi della propria abitazione, all’aperto ed in forma individuale. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale.
3)     Lo svolgimento dell’attività sportiva potrà avvenire all’interno del territorio comunale, in forma individuale e all’aperto, rispettando il distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona.
Constatato ciò dalla scorsa settimana abbiamo dato la possibilità ai nostri bambini, tutti tesserati per la FIDAL, di svolgere un’ora di attività nei parchi o luoghi della città vicino alle abitazioni delle famiglie e dei tecnici. In 12 luoghi, sessioni da un’ora nelle quali un nostro tecnico coordinava l’attività di cinque bambini. Dopo qualche giorno in cui abbiamo svolto il nostro compito, ricompensato dall’elevato gradimento dei piccoli atleti e delle famiglie, martedì 23 marzo siamo stati costretti a fermarci a seguito di attacchi e illazioni letti su social networks e ripresi dal web.
L’interruzione delle attività è una diretta conseguenza del fatto che, consapevoli di aver sempre rispettato tutte le leggi e i regolamenti in materia Covid e Sport, non vogliamo offrire a nessuno la possibilità di minare la credibilità della reputazione di Trieste Atletica quale associazione totalmente rispettosa delle regole.
Ci auguriamo di poter riprendere quanto prima le attività sportive con i nostri ragazzi – ripetiamo, atleti tesserati FIDAL – e che i comportamenti sempre corretti e legalmente ossequiosi da parte di Trieste Atletica continuino ad esserci riconosciuti dalle Autorità, e che si possano realizzare le prossime attività programmate come la Mujalonga Sul Mar del 18 aprile. Ovviamente nel rispetto delle leggi e dei protocolli definiti dalla FIDAL.
Il non comprendere la differenza, giuridicamente rilevante, tra attività ludica e attività sportiva e gettare fango su chi, come noi, si muove nel rispetto delle regole per permettere importanti momenti di normalità a centinaia di triestini (grandi e piccoli) qualifica da solo chi, con infelici uscite social, ha determinato la decisione di auto-sospendere le attività.
Queste parole le scriviamo consapevoli di come, essendo una realtà seria e radicata sul territorio, abbiamo l’obbligo di contribuire al benessere psico-fisico dei cittadini. Violare le leggi, sparlare di altri sui social, non dedicare agli aspetti normativi relativi al mondo dello sport lo studio ed il tempo necessari per comprenderne gli impatti, non fanno parte di questa visione.