Ciao a tutti,

volevo condividere l’esperienza che ho avuto ultimamente in Oregon dove ha avuto l’enorme privilegio di partecipare con il team europeo di Nike alla Hood to Coast.

 Ormai sono volati sei mesi da quando ho avuto la notizia che ero stato scelto assieme ad altre 11 colleghi per far parte del team retail alla H2C .

 Sono a preparare le valigie perchè l’indomani mattina ho l’aereo che mi porterà a Portland e la tensione è alta Le innumerevoli mail informative ed i consigli raccolti in rete non hanno fatto altro che alzare il tasso di adrenalina.

 Una volta sbarcato all’ aereoporto dopo 15 ore complessive di viaggio mi aspetta una giornata intera davanti ed un po’ mi spaventa…

 Ho subito l’impressione di un’organizzazione perfetta, siamo una marea, provenienti da tutta Europa e tutti insieme veniamo prelevati dai pullman che ci porteranno all’hotel dove dormiremo.(14 piani di atleti Nike).

La prima serata passa facendo conoscenze con gli altri componenti del mio team ; 1 ragazza ceka , 1 polacca, 3 ragazzi olandesi, 2 francesi, 1 spagnolo , 1 inglese ,1 russo ed un irlandese ottima occasione per me per migliorare il mio inglese.

 Il gruppo è variegato anche nelle prestazioni ci sono persone che corrono a più di 6′ e persone che corrono a 3’30” , maratoneti,iron man ,semplici runners del mattino e ultratrailers.

 I primi 2 giorni ci  aspettano visite guidate alla sede mondiale ,e sui campi di atletica dove solo 40 anni fà sono nate le prime scarpe….party e feste con cibo(schifoso) e ricche bevute…

 Ci vengono poi consegnati 2 van a 6 posti per team con in ognuno la dotazione di casacche riflettenti,lampade frontali,medicinali e colori ad acqua che serviranno a decorare tutti i vetri del van (ci sarà una classifica per i van piu’ belli)

 Ci vengono poi consegnati 200$ che serviranno a fare la spesa per i 2 giorni che passeremo in giro e non vi dico il delirio a far acquisti in un ipermercato tipico americano…..

.Al Venerdi ore 15 locali inizia la nostra gara dalla cima del monte Hood ,ci aspetteranno 330 km per arrivare alla costa del Pacifico.

 La prima frazione corro di notte (8.5km) ed è una figata ,siamo io, la mia frontale ed ogni tanto qualcuno (pochi) che sorpasso.

La seconda (per me la più bella) all’alba all’interno di una foresta corro per 11.5 km  con gli altri van che mi passano accanto e mi salutano a suon di ; “come on e good job guy !!!”, praticamente non mi sono neanche accorto dei km.

 Intanto con l’arrivo del sole l’atmosfera si surriscalda, ai checkpoint dove cambiano gli staffettisti ci sono enormi ingorghi di van,file ai bagni chimici e persone che mangiano e bevono di tutto… ma l’atmosfera e solo ed esclusivamente di festa e la competitività dov’è ….non riesco a trovarla…sarà rimasta in Italia?

 Dovrò correre una tappa in più perchè un mio compagno si è fatto male ma sennò che ultrarunner sarei….

 Alle 13:30 con 36° anche 6.5 km sono tanti e li sommerò alla mia ultima tappa di 6 km corsa alle 15:30 che sarà un misto di gioia e tristezza visto che sarà l’ultima.

 Passerella finale sotto l’arrivo per tutti e 12 gli atleti con passaggio sotto un palco con musica a palla e un fiume di persone che festeggiano insieme su una spiaggia nebbiosa col Pacifico che ci bagna i piedi.

 Mi porto con me l’enorme esperienza umana fatta con gli 11 ragazzi (cosa che chi ha partecipato alle staffette interne avrà sicuramente già provato) e lo spirito sportivo di tutti i partecipanti e spettatori dai quali tutti noi dovremmo imparare invece di parlare solo di tempi o classifiche anzichè parlare di storie di persone che con la corsa cercano di dare una svolte alla vita quotidiana ed aldilà del loro passo hanno tutte un’ esperienza da raccontare.

Un saluto a tutti .

 Alessio.